made in italy

Il modello di organizzazione in distretti della manifattura italiana è il vero valore aggiunto del made in Italy.

Nonostante i fautori della globalizzazione storcano il naso, i distretti della manifattura italiana rappresentano il lato migliore dell’Italia che produce. La capacità di fare consorzio dimostrata delle piccole e medie imprese italiane, essenza del made in Italy artigiano, diventa la strategia vincente per mantenere l’alta qualità e una vasta offerta.

Il grande merito dei distretti è proprio quello di aver decentrato tutta la filiera produttiva. L’articolazione in distretti favorisce, infatti, oltre alla presenza delle singole imprese con le varie specialità, anche quella di terzisti capaci di offrire delle componenti che rendano più variegata l’offerta.

L’organizzazione in distretti, l’artigianalità e l’amore per il proprio lavoro hanno fatto sì che l’industria manifatturiera italiana diventasse un modello da imitare a livello mondiale. A confermarlo è lo stesso Presidente di Hermès, Axel Dumas, che in una recente intervista ha dichiarato di invidiare i distretti italiani. A suo avviso, in Francia, la presenza di grandi industrie e l’assenza di distretti ostacola la crescita del settore.

I distretti calzaturieri dell’eccellenza

Tra i grandi distretti italiani c’è, senza dubbio, quello del Valdarno superiore specializzato in pelle, cuoio e calzature. Situato all’interno del triangolo formato da Firenze, Arezzo e Siena, in questo distretto è presente una fitta rete di aziende di medie dimensioni, legate a grandi brand con radici toscane.

A questi, si affiancano prestigiose griffe internazionali che, pur mantenendo i centri direzionali all’estero, hanno deciso di insediare i laboratori progettazione e produzione nel Distretto fiorentino.

Dunque i grandi poli manifatturieri italiani giocano un ruolo importantissimo all’interno del fashion system, ecco perché abbiamo scelto di realizzare ogni componente delle nostre Bellamì nei vari distretti italiani d’eccellenza.

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